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Competenze che acquisirai
Cosa saprai fare, concretamente, alla fine del corso.
Capire il sistema a ripartizione
Sai come funziona davvero l'INPS: i contributi di chi lavora oggi pagano le pensioni di chi è già in pensione, e cosa significa per il tuo futuro.
Leggere il tuo estratto conto contributivo
Sai accedere al portale INPS, leggere il montante accumulato e verificare che tutti i tuoi contributi siano stati versati correttamente.
Stimare la tua futura pensione
Conosci la logica del metodo contributivo e sai usare gli strumenti di simulazione per farti un'idea realistica dell'assegno che riceverai.
Conoscere requisiti ed età
Distingui pensione di vecchiaia, anticipata e le varie forme di uscita, e sai quali requisiti di età e contributi servono per ciascuna.
Usare la previdenza complementare
Capisci come funzionano fondi pensione e PIP, i vantaggi fiscali e come integrare la pensione pubblica con un secondo pilastro.
Costruire una strategia personale
Sai valutare il tuo gap previdenziale e definire un piano concreto e sostenibile per colmarlo nel tempo.
Cosa imparerai
Il percorso, modulo dopo modulo.
Come funziona il sistema pensionistico italiano
Le fondamenta: cos'è la pensione, come nasce il sistema a ripartizione, chi versa e chi incassa, e perché capire questo meccanismo cambia il modo in cui guardi al tuo futuro.
Quanto prenderai: il metodo contributivo
Il cuore del corso: come si trasforma tutto ciò che hai versato in un assegno mensile, cosa sono i coefficienti di trasformazione e come stimare in modo realistico la tua futura pensione.
Requisiti, età e tipi di pensione
Le regole di accesso: quando puoi andare in pensione, quali forme esistono oltre alla vecchiaia, cosa succede se hai carriere discontinue e come funzionano riscatti e ricongiunzioni.
La previdenza complementare: il secondo pilastro
Come integrare la pensione pubblica: fondi pensione negoziali, aperti e PIP, il ruolo del TFR, i vantaggi fiscali e i criteri per scegliere lo strumento giusto per te.
Costruire la tua strategia previdenziale
Dalla teoria al piano personale: calcolare il gap, definire obiettivi e versamenti, evitare gli errori più comuni e costruire una strategia che regga nel tempo, qualunque sia la tua età oggi.
Per chi è questo corso
Fa per te se...
- Hai iniziato a lavorare da qualche anno e non hai mai capito davvero come funzioni la pensione
- Senti dire che "tanto la pensione non la prenderemo" e vuoi separare i fatti dagli allarmismi
- Sei un lavoratore dipendente, autonomo o partita IVA e vuoi capire quanto ti aspetta e cosa fare oggi
- Vuoi decidere in modo informato se aprire un fondo pensione e quanto versarci
Forse non ancora se...
- Sei già in pensione e cerchi solo ottimizzazioni fiscali molto specifiche sull'assegno
- Cerchi consulenza personalizzata sul tuo singolo caso con calcoli al centesimo
- Vuoi solo i requisiti aggiornati dell'ultimo giorno senza capire la logica che ci sta dietro
Marco, 30 anni: perché iniziare oggi vale il doppio
Nel Modulo 5 seguiamo Marco, dipendente con uno stipendio medio, che si chiede se conviene aprire un fondo pensione a 30 anni o aspettare di "essere più stabile" a 40. Confrontiamo i due scenari e vediamo perché quei dieci anni di ritardo, a parità di versamento mensile, si traducono in una differenza enorme sul capitale finale: non per magia, ma per il modo in cui il tempo e la capitalizzazione lavorano a favore di chi comincia prima.
Come funziona
Al tuo ritmo
4-5 ore di formazione, al tuo ritmo
Accesso a vita
Rivedi le lezioni quando vuoi, senza limiti di tempo
Ovunque tu sia
Da computer, tablet o smartphone
Attestato finale
Completa il corso e ottieni il tuo attestato
Domande frequenti
È vero che la mia generazione non prenderà la pensione?
No, è un'esagerazione. Il sistema pubblico italiano è a ripartizione e continuerà a pagare pensioni finché ci saranno lavoratori che versano contributi. Il punto vero non è "se" prenderai la pensione, ma "quanto": con il metodo contributivo l'assegno sarà proporzionale a quanto hai versato in tutta la carriera, e per molti sarà sensibilmente più basso dell'ultimo stipendio. Da qui l'importanza di conoscere il tuo gap e di integrarlo per tempo.
Qual è oggi l'età per andare in pensione in Italia?
In via ordinaria la pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, ma esistono anche la pensione anticipata (basata sugli anni di contributi, oggi circa 42-43 anni) e diverse forme temporanee introdotte di anno in anno. L'età di 67 anni è inoltre agganciata alla speranza di vita e può aumentare in futuro. Nel corso spieghiamo la logica, ma i numeri esatti vanno sempre verificati perché cambiano.
Che differenza c'è tra metodo retributivo e contributivo?
Il retributivo, in vigore fino al 1995, calcolava la pensione sulle ultime retribuzioni ed era molto generoso. Il contributivo, che oggi si applica a tutti, calcola l'assegno in base a quanto hai effettivamente versato in tutta la vita lavorativa, rivalutato nel tempo. È più equo ma di solito produce assegni più bassi rispetto all'ultimo stipendio: è il cuore del perché serve una previdenza complementare.
Conviene davvero aprire un fondo pensione?
Per molti sì, soprattutto per i vantaggi fiscali: i versamenti sono deducibili dal reddito fino a 5.164,57 euro l'anno, la tassazione dei rendimenti è agevolata e la prestazione finale è tassata con un'aliquota ridotta. Ma non è una scelta automatica: dipende dal tuo reddito, dai costi del fondo, dalla tua capacità di risparmio e dai tuoi obiettivi. Il corso ti dà i criteri per decidere con la tua testa.
Se cambio spesso lavoro o ho periodi di disoccupazione, perdo i contributi?
No, i contributi versati restano tuoi e si sommano nel tuo montante: non spariscono se cambi datore. I periodi scoperti però non maturano contributi e possono allungare i tempi o ridurre l'importo. Esistono strumenti come i versamenti volontari o il riscatto di alcuni periodi. Verificare regolarmente l'estratto conto contributivo è il modo migliore per non avere sorprese.
Questo corso mi dice esattamente quanto prenderò?
Ti insegna a stimarlo e a usare gli strumenti ufficiali di simulazione (come "La mia pensione futura" dell'INPS), ma nessuna stima fatta oggi può essere esatta: dipende da quanti anni lavorerai ancora, da come cambieranno le regole e dall'andamento dell'economia. L'obiettivo è darti un ordine di grandezza realistico e, soprattutto, gli strumenti per agire su ciò che puoi controllare.
Sono un lavoratore autonomo o partita IVA: vale lo stesso?
La logica di fondo è la stessa, ma cambiano le casse e le aliquote: gli iscritti alla Gestione Separata o alle casse professionali versano con regole proprie e spesso con aliquote diverse dai dipendenti. Nel corso trattiamo soprattutto il caso del dipendente, che è il più diffuso, ma segnaliamo le principali differenze per autonomi e professionisti così da orientarti anche in quei casi.
Pronto a passare all'azione?
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